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Padre Pietro

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Mercoledì 16 Ottobre 2013 12:39

Prodigio di lacrimazione:


Madre del Dolore, 3 maggio 2003 e del Volto Sindonico, 27 maggio 2004


Oh Sangue ed acqua che scaturiste dal costato di Cristo come sorgente di Misericordia per noi, confido e spero in te!

Così recita la giaculatoria che Gesù dettò a Santa Faustina kovalska in una delle numerose apparizioni, invitandola a divulgare la devozione alla Divina misericordia dispensatrice di perdono e di grazie celesti.



Il prodigio di lacrimazione delle Venerabili immagini del Volto Sindonico e della Beata Vergine Maria fiorisce e si nutre, in qualche modo, in questo ambiente di misericordia; in una comunità religiosa che ha fatto proprio l’invito di Gesù a confidare nella sua immensa Misericordia.

L’intento di queste poche righe non è quello di raccontare “il fatto”, cosa che avverrà nei capitoli seguenti, ma è quello di tentare una spiegazione del perché, in un dato momento storico, in un piccolo paese della Puglia, due immagini sacre versano lacrime di sangue. Cosa vuole dirci il Signore?

Già in ambiente ebraico il sangue è il simbolo di purificazione e di perdono dei peccati. Pensiamo ad esempio ai riti di aspersione col sangue che Mosè impose al suo popolo perché si rendesse benevolo il Signore nei confronti del popolo.

Pensiamo ancora al rito chiamato “Kippur” durante il quale il Sommo Sacerdote entrava una volta l’anno nel “sancta Sanctorum” aspergendo le pareti di sangue in segno di purificazione e di richiesta di perdono da parte di tutto il popolo.

Sono solo due esempi dell’A.T., anche se il Pentateuco è ricco di riferimenti al sangue, per dire l’importanza che il “sangue” ha rivestito in quella che può essere considerata la culla del Cristianesimo.

Accade poi che con l’avvento di Cristo nel mondo, il sacrificio di sangue del popolo ebraico, sacrificio “sostitutivo”, lascia il posto ad un sacrificio che per efficacia e valore soteriologico è infinito!

Infinito perché Gesù non è solo un uomo, è il Verbo incarnato, l’Ipostasi che sussiste nelle due nature senza confusione e che assume su di se, come uomo e come Dio, il peccato del mondo soddisfacendo pienamente e infinitamente la mancanza commessa dall’umanità nei confronti di Dio.

E mentre i sacrifici di espiazione del popolo ebraico dovevano essere ripetuti ogni qualvolta si commetteva un crimine nei confronti di Dio, il sacrificio di sangue di Cristo, per il suo valore eterno e infinito è stato compiuto una volta per tutte.

In questa sede non possiamo e non vogliamo fare una trattazione di Teologia della Redenzione. Era necessario, o almeno utile, ricordare come la storia della Salvezza sia stata attraversata da questo elemento, il sangue, che, ancor prima di essere un elemento puramente biologico è altamente simbolico e significante per la tradizione giudaico-cristiana.

Tornando però a quanto è accaduto quattro anni or sono, alla lacrimazione di sangue delle due immagini sacre.

Che cosa vuole dirci il Signore con questo segno che per grandezza e mistero spesse volte porta molti a dubitare della veridicità, quasi che Dio possa avere dei limiti nel manifestarsi ai suoi figli?

Dal punto di vista della Fede senza dubbio un fatto che non può lasciare indifferenti le coscienze dei cristiani. Dopo duemila anni dall’avvento di Cristo nel mondo, il Signore ci ricorda anzitutto che è Vivo ed è in mezzo a noi.

Sarebbe bastata la sua presenza nelle specie Eucaristiche, tuttavia si rende ancor più “umano” donandoci il Suo Sangue (le analisi condotte dal Dipartimento di fisiologia umana e di Medicina Legale dell’Università di Bologna danno dei risultati sconcertanti).

Perché Gesù ha voluto manifestarsi attraverso quello stesso sangue che duemila anni fa sgorgò dal suo petto?

Cristo ci vuole ricordare che per redimere il mondo dal peccato offrì se stesso in croce e che il Suo sangue versato per noi avrebbe lavato le nostre colpe.

Eppure sembra che l’umanità sia rimasta indifferente di fronte all’infinito sacrificio di Cristo.

La vittima innocente, Dio stesso, si immola per noi, eppure, non lo abbiamo riconosciuto.

Questo prodigio può diventare per i cristiani un ammonimento ed un segno di speranza.

È un ammonimento perché l’umanità si ravveda dalla sua condotta morale che non tiene più conto del fine a cui siamo stati chiamati: la Salvezza eterna, e che si ostina a relativizzare ciò che Dio stabilì fosse legge eterna.

Allora, Gesù versa ancora lacrime di sangue! Gesù soffre per l’umanità che non lo ha ascoltato, che non riconosciuto nel Suo sacrificio il valore salvifico. E ancora una volta Dio si piega verso di noi.

Con la nostra condotta di vita abbiamo chiesto al Padrone di casa di divenire servo! Se solo la nostra coscienza potesse svegliarsi, capiremmo il grande crimine che ogni giorno commettiamo nei confronti di Colui che pur essendo Dio non esita a piangere e a piangere lacrime di sangue.

Il sangue è anche segno di speranza dicevamo: di speranza perché Cristo ci ricorda che è Vivo e che l’efficacia del Suo sacrificio è infinita ed terna.

Ci apre le braccia, ci viene incontro. Ci chiede di fidarci di Lui.

Assieme a Cristo, c’è Maria, la Madre di Dio che in quanto corredentrice del genere umano patisce gli stessi patimenti di Cristo suo Figlio. da più parti si leva il Suo invito alla conversione.

La Chiesa la proclama “Madre di Misericordia”: e a buon diritto, poiché attraverso di “la Porta del cielo” si ottiene Misericordia da Dio.

Questo prodigio allora, si situa accanto alle innumerevoli manifestazioni della presenza di Cristo nel mondo e della Beata Vergine Maria.

Naturalmente la Chiesa rimane cauta nel definire la natura di questi fenomeni. Ma questo è il naturale percorso di ricerca e di discernimento che la Chiesa, corpo di Cristo, compie perché i fedeli non vengano forviati.

Un aspetto particolare di questo fenomeno è che attorno ad esso non si è creato un business, un giro d’affari che permettesse l’arricchimento di qualcuno.

Al contrario, nulla è cambiato rispetto a quattro anni fa.

I pellegrini si recano numerosi a contemplare questo mistero senza squilli di tromba e senza portare a casa gadget religiosi che spesso fanno la fortuna di chi anziché riflettere e pregare escogita metodi per fare soldi.

Anche questo dovrebbe essere un motivo di riflessione.

Le grandi meraviglie spesso sono riservate a pochi. Non dimentichiamo infatti ciò che Gesù stesso dice: “molti saranno i chiamati, pochi gli eletti” e: “ hai ricchi e ai potenti hai nascondo le meraviglie del regno di Dio per rivelarLe ai piccoli”.

Certo, prodigi come questi, non aggiungono o non tolgono nulla alla nostra Fede. Possono però essere motivi per riflettere e sulla via tracciata dalla Chiesa farci progredire spediti verso la meta che ci è stata fissata da Dio: Lui stesso.

Verdesca Giovanni

Teologo



 

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Novembre 2013 14:58