Dimensioni e volti della noia Stampa
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Scritto da Administrator   
Sabato 26 Novembre 2016 17:41

DIMENSIONI E VOLTI DELLA NOIA


Esiste la noia nella nostra epoca del dinamismo, della tecnologia e del benessere diffuso?!?... Sì, certamente! --- In realtà, oggi più di ieri forse, la noia stende la sua coltre su vaste zone sociali, conferendo ad esse una patina di stanchezza, di avvilimento, di disgusto, di malumore, di malcontento. --- Non è raro incontrare, un po’ dappertutto, gruppi di giovani “annoiati”. --- annoiati e stanchi di lavorare, di riposare, di decidere. – Nulla attrae, nulla piace, nulla soddisfa, nulla scuote. --- sdraiati al bar o su e giù per le strade principali dei paesi, denunciano il loro distacco da ogni impegno, la loro assenza da ogni interesse, il loro fastidio per la vita stessa. --- Questo triste loro vuoto non può che generare delle passioni vaghe e spente, desolate e inerti, che diventano violenti solo per cercare di esistere. --- Il triste fenomeno della noia tende a estendersi e a coinvolgere vaste fasce sociali, tanto da diventare un vero problema.

E’ spesso fasciato di noia il pensionato che non sa come “ammazzare” il tempo, il disoccupato costretto a intristire nell’inerzia, la casalinga tra i suoi elettrodomestici, l’operaio vittima dei suoi turni, la nobildonna prigioniera delle sue frivolezze, il consumatore che non trova mai il cibo che fa per lui. --- Noia, malumori, depressioni, a poco a poco comunicano fra di loro, si abbracciano, si moltiplicano l’uno con l’altro, e avvolgono la terra come una nube compatta.

 

 

Come difenderci da questa malattia, capace anche d’inquinare un’intera società?!?... E’ possibile diagnosticarne le cause, e additarne i rimedi?!?... Ci si condanna o si è condannati ad essa?!?... Ma, prima di tutto, che cos’è la NOIA?!?...--- La noia è senso di insoddisfazione, di fastidio, di tristezza, che proviene dalla mancanza di un’attività che interessi spiritualmente; può nascere quindi dall’ozio o dal sentirsi occupato in cosa monotona, contraria alla propria inclinazione, tale da apparire inutile e vana. --- Non è raro che a volte la propria famiglia diventi un “piccolo inferno” in cui si vive di alterchi, di rancore, d’insofferenza. --- Altro fattore di noia può essere il lavoro sempre lo stesso in una fabbrica, in un ufficio, in una farmacia, in un negozio, ecc…

Chi non ha fede non può non gridare come Leopardi: “Amaro e noia/la vita altro mai nulla; e fango è il mondo”.---

Non si può vivere di noia, è evidente. --- E allora ( ci ricorda Pascal ) si fa ricorso al “divertimento”. --- Quali i “divertimenti” oggi più ricercati dalla nostra società e specie dalla gioventù?!?...

L’erotismo ha il primo posto. --- Esso cosa ci regala?!?... Alcuni fiori della noia:--- Forma di disgusto personale e di disprezzo, d’ingordigia animalesca.

Gli annoiati più aristocratici dispongono di “divertimenti” raffinati: arte, ideologia, piaceri esotici, crociere favolose fino alla stanchezza.

Siamo dunque condannati alla noia, al tedio della vita?!?.... NO! NO! --- La noia è un segno dell’uomo. --- Gli animali infatti non si annoiano: quando hanno ottenuto ciò di cui hanno bisogno per vivere sono soddisfatti.

SOLO L’UOMO, QUANDO HA OTTENUTO TUTTO QUELLO CHE VOLEVA, E’ PRESO DI UN SENSO DI NOIA , DI FASTIDIO, DI VUOTO E D’INUTILITA’ . --- Perché?!?....

Perché niente di ciò che esiste può soddisfarlo pienamente.

Per sua natura l’uomo è una potenza d’infinito: ha, cioè, un’”apertura” all’infinito che nessuna REALTA’ FINITA PUO’ COLMARE.---

Infatti, per la sua intelligenza, l’uomo, può comprendere tutte le cose, e quindi non è soddisfatto finchè non ha compreso tutta la realtà; con la sua volontà l’uomo può volere e desiderare tutto ciò che è bene per lui, e quindi non può essere soddisfatto finchè non ha raggiunto tutto il bene. --- MA COMPRENDERE TUTTA LA REALTA’ E OTTENERE TUTTO IL BENE E’ UMANAMENTE IMPOSSIBILE. --- Ecco allora che l’uomo è nello stesso tempo “potenza d’infinito” e “prigioniero nel finito”. --- E’ proprio questa “prigionia” nel finito che fa nascere in lui l’insoddisfazione, il vuoto, la noia.

Questo è dunque il segno che l’uomo non è fatto per il FINITO, ma per L’INFINITO. --- QUALE INFINITO?!?... A questa domanda la ragione umana riesce a dare solo una risposta oscura e confusa.

L’INFINITO DI VERITA’ E DI BENE A CUI L’UOMO ASPIRA E’ DIO, VERITA’, ASSOLUTA E AL BENE INFINITO CHE E’ DIO STESSO. --- La noia, dunque, che investe l’uomo è il segno di quello che egli veramente è un essere fatto NON per le cose di questo mondo, ma per Dio; un essere che è chiamato a trascendere tutta la realtà FINITA per cercare nell’Infinito che non è un Essere astratto e impersonale, ma una Persona con la quale si entra in un rapporto di amore, DIO-TRINITA’.

Ma c’è un’altra maniera di sfuggire alla condanna della noia ed è quella di DARE UN SENSO FORTE ALL’ESISTENZA.

Viviamo in un’epoca di perdita del senso della vita, dei valori eterni.

Nessuna meraviglia allora che si perda interesse per ogni cosa nobile e grande che comporta impegno, sforzo, fatica e ci si lasci trascinare dal grande fiume del consumismo, della ricerca del denaro facile e del piacere facile e immediato, in fondo al quale s’incontra la noia, come stanchezza e inutilità di vivere.

Quindi la medicina per vincere la noia è dare un senso alla propria vita.

Bisogna ritornare in campo personale a vivere la dignità della persona, la libertà, la cultura, il senso della responsabilità.

In campo sociale bisogna vivere la giustizia, la solidarietà, il dono di sé agli altri, il vivere per gli altri. --- In campo morale: bisogna vivere volentieri l’onestà, il compimento dei propri doveri nella famiglia, nella professione, nella società. --- In campo religioso: bisogna credere in Dio, in Gesù Cristo, nella fede, nella carità, nella testimonianza cristiana, a favore dei poveri e degli ultimi. --- E’ chiaro che un’esistenza umana che sia fondata su questi valori e cerchi di realizzarli nella storia, non conoscerà né la noia, né l’inutilità del vivere.

Sentirà anzi di vivere pienamente, di vivere una vita che vale la pena di essere vissuta.

La noia è dunque un male del nostro tempo che va combattuto ritrovando il senso FORTE della vita.

E’ questa una delle grandi necessità attuali, poiché la noia sta alla base di parecchie malattie di oggi, come l’alcolismo, la tossicodipendenza, ed è all’origine di taluni casi di suicidio, ma soprattutto sta divenendo il clima in cui vivono molti giovani, che in tal modo sprecano gli anni migliori della loro vita.

Miei cari, affidiamoci alla protezione della Santa Medaglia Miracolosa e viviamo per il Vangelo.

Dio vi benedica e preghiamo per il Papa.

Vostro in Gesù, Maria e Giuseppe.

P. Pietro Maria Chiriatti

Ultimo aggiornamento Sabato 26 Novembre 2016 17:48